8 Gen. ’21 Portò male a Ponzio Pilato lavarsi le mani

Bollettino cosmico: l’arcobaleno dopo la tempesta.

2000 anni fa la Grande Ruota spostava i suoi ingranaggi e puntava la lancetta sui Pesci.

C’erano araldi che correvano annunciando la novella, Augusto lo sapeva, eh! la sapeva lunga Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto. Lui, che s’incoronò per volere delle Stelle doveva essere il saldo uomo al timone dell’Impero di Roma, Imperatore. Lo sapeva, era scritto nel suo destino ed obbedì ad esso eppure sapeva anche che quella era l’ora in cui sarebbe iniziata l’agonia.

Nessuno sa se vide così lontano, in Galilea, dopo la sua morte ma era sopra la sua testa la Stella nel 4 a.C. ed insieme alla sua corte di sapienti  di sicuro l’osservava.

Quando anni dopo Ponzio Pilato si lavò le mani segnò la fine dell’Impero e da allora, la feroce fiera di Roma s’indebolì sino alla morte.

Ogni volta che il Grande Orologio scocca l’ora (2.000 anni circa) una belva muore e nasce una nuova Era. E’ l’eterna danza tra la creazione e la distruzione, senza l’alternanza non ci sarebbe sopravvivenza. Il Cielo però è prodigo di Stelle, c’è sempre qualche Stella in ogni epoca, anche quelle più oscure e come in una fiaba per bambini se tendiamo la mano, una piccola Scintilla brilla dal palmo.

Fiabe per bambini.

Se non fosse scorso tanto sangue verrebbe da sorridere eppure gli uomini si sono uccisi ed ancora uccidono per le storie scritte dagli uomini per gli uomini. C’è un racconto in particolare che li appassiona, qualcosa che chiamano Dio seppure non siano nemmeno d’accordo sul nome e si uccidono anche per quello.

Eppure, questo Dio, è presente in tutte le storie, fa tendenza, al punto tale che è sempre primo in classifica. Fiumi d’inchiostro, fiumi di parole, fiumi di sangue, appassiona. Scatena.

Son tutti curiosi di conoscerlo però se ne son dette talmente tante, sentite tante che alla fine non ci si pensa più, fino al momento successivo. Ci sono persone ossessionate da lui, altre che dicono di parlare con lui, altri si fanno addirittura portavoce. Se un alieno arrivasse, si metterebbe seduto e perplesso a cercar di capire la situazione.

Invano.

E’ un mistero.

Per lui. E poi, anche lì ci sarebbe da dire, ma torniamo all’eroe del racconto, Dio.

Insomma, sembra che qualcuno sia tornato con due tavole dopo averlo intravisto, è apparsa un’arca, ha diviso il mare, ha detto e predetto cose, insomma un bel rompicapo.

Poi è arrivata una Stella e ha annunciato “Dio siete voi”, gli uomini si sono incazzati, ma così incazzati che lo hanno fatto fuori. Quello era colpevole di aver distrutto la loro storia preferita e li faceva tremendamente incazzare.

C’erano anche interessi in gioco, avevano un flusso di ricchezza assicurato con quella storia, i più furbi si erano spacciati per intermediari, altri ci avevano costruito su il loro impero e che cazzo, mica poteva distruggere tutto sta Stella. Sapevano anche che non era una meteora e come tutti i furbi, applicarono la regola, se non puoi batterli, alleati.

Presero in mano subito la situazione e il primo, quello che aveva visto la Stella e che andava raccontando di averla vista davvero, lo fecero fuori. Avevano una riserva, un doppio, che sarebbe stato sensibile al richiamo del potere e la sapeva lunga. Era una specie di genio del marketing e vagheggiò di una caduta da cavallo e di un incontro che gli avrebbe cambiato la vita. Ovviamente ebbe tutto il sostegno dei… media (?) dell’epoca e la scalata fu un successo. Nacque così La Grande Puttana. Il resto del racconto lo sapete, tra aggiustamenti vari e numerosi scambi diplomatici il potere mercanteggiò sempre con la Gran Puttana, arrivarono a dare anche una data all’avvento della Stella e ne rafforzarono il culto stando però ben attenti a nascondere le verità pronunciate dalla Stella. Diventarono sempre più arroganti, pretesero il diritto di vita e di morte, di ricchezza e povertà, di matrimonio, di morte, di battesimo e si inventarono altre campagne pubblicitarie. Bastava così poco, la gente amava le storie ma si poteva governare solo se non le capiva e le temeva, così aggiunsero la paura, il cappello perfetto.

Certo, se la storia fosse tutta qui sarebbe ben triste e invece non è tutta qui!

Quella Stella splendente era un giardiniere, panspermia, ci fecondò tutti di Stelle, esattamente come fecero i suoi predecessori, perché ci sono stati in ogni epoca, ricordatelo e gioite.

Quello che i cantastorie hanno dipinto come Dio è una bestemmia, l’immensità della perfezione del Creato non è davvero rappresentabile. Potreste dipingere il pulviscolo luminoso come fece Caravaggio per averne una lontanissima suggestione ma non potrete mai immaginare il caldo brodo d’Amore. Quella Stella, come tante altre, è venuta solo a dirci che noi siamo immersi in un Universo d’Amore e che ne siamo l’immagine. In un colpo solo spazzati via, Gran Puttana con tutti i mercanti al seguito e tutti diventano Dio.

Fine della storia, cominciamone un’altra.

Ecco, appunto quale? Quella che scriveremo noi, tutti insieme, essendo finalmente consapevoli di essere l’Universo.

Guardate il triangolo rosso, l’Universo vuole equilibrio, ci deve essere, ci deve essere equilibrio nell’alternanza e quando questa manca il Grande Orologio fa il suo lavoro.

La quadratura tra Urano e l’ormai noto Genio Guastatori sta per cominciare la distruzione, le mine nelle parti deboli della struttura sono state poste, a Urano come al solito l’onore di accendere la miccia.

Oh povera Italia, ti hanno fatta Puttana ma i tuoi figli ti renderanno Sovrana. Terra natale di Leonardo di cui hanno infangato il genio, rei tra i rei, geni dell’inganno.

Loro (lassù) vi dicono di pensare al dopo, perché l’arcobaleno tornerà e ci troverà occupati a costruire la felicità.

Noi abbiamo già cominciato, se volete lavorare con noi costruiremo il futuro più bello e radioso che immaginiamo.

WLY & Sulan

Pubblicato da Deve Su

Bollettino cosmico per viaggiatori interdimensionali. Avvisi ai naviganti, mappe cosmiche e tanta gioia. Io mi diverto e voi?

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