7 gen ’20 Zombi e Comfort zone

La merce più preziosa al mondo sono le informazioni, questo è sempre stato chiaro a chi saliva o cercava di salire al potere. Le guerre sono state vinte da chi aveva più informazioni sul nemico, la concorrenza si batte solo se si hanno più informazioni nella competizione,  la vendita è  maggiore per chi ha informazioni riguardo i bisogni del cliente, la politica ha bisogno di informazioni per sapere cosa ne pensa il “popolo”, etc. etc. etc.

L informazioni ti portano ad un gradino superiore di conoscenza che permette di prendere decisioni, basta un’informazione e le nostre decisioni possono essere ribaltate.

Le informazioni creano la base critica attraverso la quale la coscienza (consapevolezza) si espande.

La coscienza del Sé è presente solo negli uomini, non c’è negli animali, nei fiori, nei paracarri, nel pane con la marmellata, solo negli uomini e basta.

La natura umana condivide invece con la Natura l’istinto alla sopravvivenza, istinto automatico istallato nella meravigliosa meccanica del corpo umano.

Dalla sopravvivenza (base di partenza senza coscienza) alla vita vissuta (consapevolezza e responsabilità) si crea una parabola che comprende l’insieme delle decisioni che ciascun umano prende per vivere la propria vita.

Ognuno è l’artefice del proprio destino, mi spiace deludere chi si crogiola nel vittimismo ma quella è una scelta, ciascuno sceglie dove vivere, c’è chi preferisce l’equilibrio e chi preferisce il tormento. Non mi interessa sapere quali sono le scelte degli altri, quello che mi interessa è sapere se quelle scelte interferiscono con le mie.

Se una persona decide di vivere per comprare il giornale dello Sport e la sua massima gioia è far polemica su gente in mutande che rincorre una palla, son contenta per lui ma finisce lì.

Se per una donna la massima espressione del Sé è andar dalla parrucchiera e far pettegolezzi, son sempre contenta per lei  ma finisce lì.

Se le persone credono ad una diffusione delle informazioni distorta e manipolata è una scelta e va rispettata, son contenta per loro ma finisce lì.

La maggior parte delle persone è affetta da un virus (visto che pare faccia tendenza parlare di virus mi adeguo) chiamato Comfort zone, si tratta di un camuffamento dell’istinto di sopravvivenza che nel tempo è mutato.

Agli albori della civiltà, i nostri antenati cacciatori-raccoglitori si erano resi conto che non potevano cacciare e raccogliere entro i soliti 10 metri ma se volevano nutrirsi dovevano per forza spostarsi e fare battute di caccia. La stessa scoperta è stata fatta in agricoltura, metter sempre fagioli nello stesso terreno inaridiva il terreno. Quindi, le prime due regole sono espansione e alternanza, regole che guarda caso sono presenti nel’Universo.

La comfort zone (zona confortevole) è un riflesso dell’istinto di conservazione ed è modulabile e programmabile. Questo è ben noto ai pubblicitari, veri maghi del sogno, che lavorano sul subliminale. Chi più conosce i meccanismi della natura umana più li può manipolare, può farlo per un nobile scopo (? questo lo devo ancora vedere) oppure per un tornaconto.

Le persone si possono persuadere o manipolare, la differenza sta nelle informazioni a disposizione, maggiore è il ventaglio, maggiore è la capacità critica.

Meno informazioni, meno capacità di critica e un’ostinata permanenza nella comfort zone creano la vittima perfetta. Chi ha interessi nello sfruttamento della “vittima” sa che non può arrivare al punto critico, ovvero la presa di coscienza della posizione di vittima, quindi continua a costruire una distorsione dei fatti per annebbiare  e confondere. La vittima perfetta è quella ignara, dà anche più gusto al manipolatore che sente di aver vinto su tutto il fronte, la superiorità è stata dimostrata.

Prendiamo un bambino, ripetiamogli ogni giorno che è un cretino e lui diventerà cretino, raccontiamo ad una bambina che la sua vita ha meno valore e che il suo destino è di esser sottomessa e lei diventerà una vittima. Si chiama programmazione. Tutti siamo stati programmati.

Una massa priva di senso critico è un serbatoio di vantaggi per chi cerca il controllo e il potere. Sottrarre qualcosa a chi si sente vittima è più facile rispetto a quelli che invece riconoscono il proprio valore e capirete, perché far fatica quando le cose possono essere facili?

Così si crea una linea del fronte, chi ha mantenuto la capacità critica da una parte e chi ha interessi a distruggerla dall’altra, la massa critica è il bottino.

Maggiore è il numero della popolazione addestrata maggiore sarà la potenza acquisita, sfruttando le debolezze si possono addirittura programmare gli addestrati contro chi resiste.

La delazione, far la spia per un bene superiore è cosa buona e giusta … (no sei un codardo pezzo di merda e basta), ripetere quello che dicono gli altri fa sentir sicuri, se poi s’impara bene la lezione si riescono anche a ripetere a memoria tutte le frasi giuste (come a scuola con le poesie).

Essere parte del gruppo, dire la cosa giusta, fare la cosa giusta, essere la persona giusta, avere una vita giusta, avere il prestigio sociale giusto ma soprattutto non essere rompicoglioni. Chi pensa troppo solleva problemi e di conseguenza infastidisce.

Vivere così è inutile, così vivono gli Zoombie.

A proposito, cominciate a canticchiare Thriller, magari l’avete anche ballata tutti insieme sentendovi fighi. Guardate poi cos’ha passato la produzione cinematografica negli ultimi 40 anni, gli ultimi manipolati sono quelli cresciuti con la letteratura dei Vampiri.

 “Son così carini …” e giù sospiri, infantili.

Nella realtà?

Fatti di cronaca: Miami Zombie Attack. nel 2012, quando un giovane ha attaccato un uomo e ha mangiato parte della sua faccia.

Rudy Eugene, 31 anni, ha attaccato Ronald Poppo di 65 anni per oltre 18 minuti. Eugene ha picchiato e spogliato la vittima, poi ha iniziato a morderlo in faccia e mangiarne la carne. La polizia di Miami è stata costretta a uccidere Eugene per porre fine all’attacco. Purtroppo, il primo colpo che ha preso Eugene non lo ha scoraggiato dal suo raccapricciante banchetto.

Mentre i rapporti preliminari suggerivano che l’uomo fosse sotto l’influenza di un farmaco chiamato sali da bagno, i rapporti tossicologici erano inconcludenti e il motivo del comportamento di Eugene è ancora sconosciuto.

Oh, non fatevi fuorviare dalla seduzione del male, dietro tutto questo c’è solo la ricerca di nuove droghe, far soldi è l’obiettivo.

Però, ci sono cose curiose che non tornano, uno sbaglio di laboratorio, una volta eliminate le cavie può esser abbandonato e invece…

Invece sono nati corsi universitari sugli Zoombie.

“L’orrore supremo della fantascienza non è né la morte né la distruzione ma la disumanizzazione, uno stato in cui la vita emotiva è sospesa, in cui l’individuo è privato di giudizio”. (Carlos Clarens in Russell 2005 : 23)

“Le persone con demenza possono essere trattate come già morte e come cadaveri ambulanti da compatire e temere, nonostante i loro evidenti segni di vita”. (Aquilina e Hughes 2006 : 143)

per approfondimenti: https://files.eric.ed.gov/fulltext/EJ981188.pdf

Il fenomeno dei social esploso da una quindicina di anni è stato un fantastico salto quantico della coscienza collettiva. Scambiare informazioni incrementava lo stato di coscienza.

Il “potere”, in senso lato, ha sempre temuto la folla, la massa, perché è come un branco di bufali, lenti e ruminanti ma se corrono tutti insieme, distruggono.

Nei social allora sono state introdotte delle azioni correttive, i troll. Prendi una persona con qualche competenza, indirizzala, pagala, falla sentire potente ed avrai creato il tuo strumento perfetto. Di solito lavorano in coppia o gruppetti. Insinuare il dubbio, indebolire la convinzione, far sentire un emarginato chi pensa fuori dal coro era necessario al passo successivo, l’introduzione della censura.

Forse qualcuno avrà avuto lo sguardo distaccato e avrà notato che dalla libra espressione (chiunque diceva la qualunque) si è passati al silenzio, alla non condivisione, alla non esposizione.

Per rendere perfetto il tutto poi è stata introdotta la mistificazione. Roba che è sempre esistita, niente di nuovo sotto il sole, basta cucire un appellativo come Fake news, complottismo,  e il gioco è fatto. Chi mai vorrebbe esser considerato un cretino complottista?

Così, tutti in riga, in buon ordine in fila ad eseguire gli ordini, perché se fai il bravo farai parte del gruppo e se non ne fai parte sei un nemico.

I predatori separano sempre la vittima prescelta dal branco, pensateci su mentre entrate ubbidienti nel mattatoio.

Volevate tanto sapere come sarebbe avvenuta la separazione?

Entri nel mattatoio da solo e con le buone o preferisci le maniere forti?

Se siete caduti col culo per terra non è affar mio, sono solo un portavoce e non mi interessa ciò che deciderete di fare senza esercitare il libero arbitrio. Se siete vittime è una vostra scelta, se siete Esseri umani evoluti è una vostra scelta, se siete morti che camminano è sempre una scelta soggettiva.

Ricordate bene, anche scegliere di non scegliere è una scelta.

A ciascuno la sua, comprese le conseguenze che ne derivano.

Non c’è cosa che m’infuria di più del sentir dire “sei fortunato”, la fortuna non esiste, esistono le scelte che ti portano alla realizzazione. Bisogna però avere una visione lucida di ciò che si vuole e comprendere che l’insieme delle nostre convinzioni crea la realtà e poi lavorare con passione e coraggio alla manifestazione della visione cercata. Coraggio. Spiacente, senza coraggio restate nella comfort zone.

Sei convinto di essere vittima. Lo sarai.

Sei convinto di essere libero. Lo sarai.

Sei convinto di essere un Angelo. Lo sarai.

(senza firme perché siamo tutti costernati, addolorati. Vi state chiudendo all’Amore)

Note.

Jolley e Benbow ( 2000 : 117) hanno confrontato l’Alzheimer con il cancro, la tubercolosi, l’AIDS e la lebbra poiché come etichetta “suscita la paura prima della simpatia, perché è stato commercializzato in gran parte attraverso le sue caratteristiche più debilitanti, umilianti e disperanti”.

Vi ricorda qualcosa?

Il potere distruttivo del modello biomedico della malattia viene amplificato quando combinato con la metafora dei “non morti”.  Ad esempio, nel suo studio sui malati di AIDS in Sud Africa, Niehaus ( 2007: 845) ha notato “la costruzione di persone affette da AIDS come” morte prima di morire “come risultato del modo in cui i discorsi biomedici si sono articolati con quelli religiosi e popolari”. Ha affermato che la comprensione dell’AIDS “come malattia terminale mortale porta con sé tanto peso simbolico quanto l’associazione popolare di persone affette da AIDS con lebbrosi e zombi” (2007: 845). Per comprendere meglio lo stigma dell’AIDS in Sud Africa, Niehaus ha rifiutato la spiegazione di un’associazione con la promiscuità sessuale a favore della sua più potente associazione con la morte, sostenendo che le persone con AIDS sono letteralmente viste come “ cadaveri che vivono ” (2007: 848) .

Ora pensate cosa c’è alla base di un nuovo virus e pensate al cavallo di Troia, rimase tutta la notte nel cortile mentre la popolazione era andata a dormire, felice per il regalo ricevuto.

Pubblicato da Deve Su

Bollettino cosmico per viaggiatori interdimensionali. Avvisi ai naviganti, mappe cosmiche e tanta gioia. Io mi diverto e voi?

2 pensieri riguardo “7 gen ’20 Zombi e Comfort zone

  1. Io sono un angelo … magari un pochettino fuori dalle righe…ma pur sempre un angelo ❤️ Grazie Su e…buona vita

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